Oro nello skeet alla Cainero
Tra colpi di fucile e tuoni, dentro al temporale che a un certo punto si scatena al poligono, la friulana Chiara Cainero vince la sua medaglia d’oro ai rigori. Cioè allo spareggio contro l’americana Rhode e la tedesca Brinker, che erano arrivate in fondo alla prova dello “skeet” centrando il suo stesso numero di piattelli, cioè 93 su 100: due tiri a testa, le avversarie ne centrano solo uno, lei entrambi. E da quel momento viene sommersa dal peso della sua famiglia, presente in massa: il marito Filippo, il papà Edi, la mamma Mariangela, lo zio Enzo che ha corso come candidato sindaco (per il Pdl) alle ultime amministrative al comune di Udine ma, a differenza della nipote, non ha trovato il tiro giusto.
Un abbraccio formidabile alla neo campionessa olimpica, che infatti dedica la medaglia ai parenti: “E’ merito loro se sono qui. Di papà, innanzi tutto, che mi ha trasmesso la passione portandomi a tirare quando avevo solo quattordici anni. E poi di chi sopporta le mie assenze, e di chi mi ha aiutato economicamente, di mio marito. Perché il nostro sport costa”.
Per una stagione a livelli internazionali, quando bisogna sparare almeno 25 mila cartucce, occorrono più o meno 30 mila euro (un fucile ne costa mediamente 4 mila, quelli dei campioni 7 mila). Gli azzurri sono aiutati da Coni e società private, nel caso della Cainero è il Corpo Forestale dello Stato (”Sono agente semplice, spero arrivi la promozione”), e comunque lo stipendio della donna con la medaglia d’oro al collo non supera i 1.300 euro netti al mese. “Anche per questo mi associo alla richiesta di detassare i nostri premi”.
Chiara Cainero, 30 anni, una laurea in scienze della comunicazione, è ormai una tiratrice di professione. “Ora voglio arrivare almeno fino a Londra 2012, per difendere il mio titolo”. Se non avesse sfondato con i piattelli? “Credo che sarei andata a studiare all’estero”.
Lei è una delle mille tesserate italiane, cioè quelle che gareggiano su un totale di 3 mila praticanti. “E non credo sia giusto associare il fucile ai maschi, il nostro è uno sport senza sesso, va bene anche per le donne e per le giovanissime”. Interviene il presidente federale Luciano Rossi: “Non è giusto criminalizzare il nostro sport, uno dei più sicuri in assoluto. Lo consigliamo ai ragazzi, perché il tiro a volo insegna a stare insieme agli altri e migliora il controllo di se stessi”.
Chiara, nelle eliminatorie aveva realizzato il record olimpico con 72 piattelli su 75). E’ la quinta medaglia d’oro azzurra alle Olimpiadi che permette all’Italia di riagguantare l’Australia al quinto posto del medagliere. E’ anche la prima medaglia d’oro conquistata da una donna nel tiro a volo.
La finale è stata tremenda e molto emozionante. Cainero, che era entrata con un piattello di vantaggio sulla thailandese Jiewchaloemmit, è stata la prima a sbagliare al quarto lancio insieme alla cinese Wei. Altro errore al nono, ma la thailandese ha mancato quello successivo mentre la Brinker e lo Rhode si avvicinavano pericolosamente. La Cainero ha sbagliato il sedicesimo in pieno nubifragio, ma le altre hanno fatto peggio di lei con due errori a testa. Con un piattello di vantaggio l’azzurra aveva l’oro a portata di mano, ma non ha preso il ventunesimo facendosi raggiungere dalle due avversarie a quota 93 su 100. Poi lo spareggio e il trionfo al primo colpo.






