Minguzzi ribalta l’ungherese oro dalla lotta per l’Italia
Un’altra medaglia d’oro inaspettata (la sesta qui a Pechino) è arrivata dal tappeto della lotta greco-romana. Un secolo tondo dopo Enrico Porro e vent’anni dopo il suo corregionale e maestro Vincenzo Maenza, l’ha portata a casa l’imolese Andrea Minguzzi, 26 anni, nella categoria degli 84 kg battendo in finale l’ungherese Zoltan Fodor, 23 anni. E’ la sesta medaglia d’oro per l’Italia alle Olimpiadi nella lotta (di cui cinque nella greco-romana).
Quella dell’azzurro è stata una vera impresa perché il match era iniziato male: la prima delle tre riprese l’aveva vinta l’avversario, l’italiano era riuscito a pareggiare nella seconda ma, in quella decisiva, Andrea era stato sfavorito dal sorteggio dopo i primi 60 secondi, cioè a metà ripresa. Ha dovuto iniziare nella posizione greca (sotto a carponi) la prima parte delle ultime due frazioni da trenta secondi ciascuna. Il nostro ragazzo ha saputo però rialzarsi e prendere il punto. Non bastava, però. Poi è toccato all’ungherese partire da sotto: in questa circostanza viene assegnato il punto a chi sta sotto se l’altro non lo solleva da terra, e chi prende l’ultimo punto tecnico vince anche la ripresa. Minguzzi doveva solo sollevarlo dal tappeto per poter fare punti ribaltando la situazione e prendersi l’oro: ce l’ha fatta, l’ha addirittura rovesciato ed è salito sul podio più alto alla sua prima Olimpiade, regalando all’Italia la sua sesta medaglia d’oro: “Una vittoria che mi ripaga di tanti sacrifici - ha detto poi Minguzzi, bella faccia da bravo ragazzo - La lotta, dovete saperlo, è uno sport davvero duro”.
I due avversari si conoscevano bene perché italiani e ungheresi si allenano spesso assieme: Fodor è stato ottavo nei mondiali disputati lo scorso anno quando fu eliminato dallo svedese che è stato sconfitto da Minguzzi oggi in semifinale.
Andrea Minguzzi, 26 anni nato a Castel San Pietro e residente a Imola (Bologna), è un allievo di Maenza nella cui palestra faentina, lil Club Atletico Cisa, s’è formato dopo essere stato iniziato alla lotta dal padre Massimo, lottatore anch’egli negli anni Settanta e suo primo allenatore. Dal 2004 è nelle Fiamme Oro della Polizia, allenato da Mauro Massaro e Marco Papucci, e questa era la sua prima Olimpiade. Prima di oggi aveva vinto vari titoli italiani e trofei internazionali, tra cui due bronzi agli Europei.
Per arrivare in finale aveva eliminato, partendo dagli ottavi di finale, il russo Mishin (campione olimpico uscente), il francese Noumonvi, e, in semifinale, per 3-2 lo svedese Ara Abrahamian che però ha contesto il verdetto arbitrale, non ha voluto stringere la mano all’italiano dopo la gara e si è addirittura tolto la medaglia dal collo in segno di protesta e l’ha lanciata per terra.



