Bronzo Italia nel fioretto
Bronzo nel fioretto maschile per Salvatore Sanzo. Al termine di una giornata di sconfitte per un punto (il pisano in semifinale, Andrea Cassarà nei quarti) arriva la rimonta che ribalta un assalto che sembrava compromesso: dopo il 12-14, Sanzo infila tre stoccate consecutive e mette al collo una medaglia un po’ amara. Per come ha tirato il carabiniere, argento ad Atene nell’individuale e oro a squadre, la finale ci stava tutta.
Nella finalina, Sanzo è partito bene e si è portato in vantaggio per 5-2 e 6-3. Il cinese, spinto dal pubblico, ha rimontato pareggiando 6-6. Poi, testa a testa fino al 9-9. A quel punto, Zhu è andato avanti per 12-9. Sanzo è riuscito a riprenderlo, ma è tornato sotto, fino all’epilogo. Per l’Italia è l’undicesima medaglia che chiude la giornata iniziata con l’oro della Pellegrini.
In semifinale, Sanzo aveva perso di una sola stoccata dal giapponese Ota (poi battuto 15-8 in finale dal tedesco Kleibrink), contestando l’arbitraggio del coreano Choi Myung Jin assistito da un canadese e da un russo e accusando a caldo la federazione di “non contare a livello internazionale”. In effetti, qualche lamentela c’era già stata durante il fioretto femminile quando la Trillini venne battuta in semifinale dalla coreana Hyunhee Nam. Quella volta arbitrava un cinese. Sanzo ha poi ritrattato dopo la finale per il terzo posto: “Chiedo scusa, se non abbiamo una rappresentante nella commissione arbitrale alle Olimpiade la colpa è della precedente gestione federale”. Per dimenticare la delusione della finale perduta è servito l’intervento della moglie, l’ex fiorettista Frida Scarpa, che ha rimotivato l’azzurro al telefono da Pisa. “Non sono sicuro di arrivare fino alle Olimpiadi di Londra” ha aggiunto Sanzo, “magari fino ai Mondiali di Parigi 2010 sì”. Il suo obiettivo è diventare manager.
Era finita prima, invece, l’avventura di Andrea Cassarà, iniziata con il caso doping di Baldini. Il bresciano è uscito ad un passo dalle medaglie, sconfitto 15-14 dal cinese Zhu dopo esser stato in vantaggio 14-12. Per il carabiniere una buona prova con alcune settimane di allenamento in meno prima delle Olimpiadi ed un viaggio in Canada cancellato all’ultimo momento: “O esco subito o sono anche capace di vincere” aveva detto sull’aereo che lo portava a Pechino. Non aveva previsto la terza ipotesi: una buona gara che si ferma a un passo dal podio.
Dopo il 12-10 per l’azzurro, i presidenti della giuria abbassano il 13-12 a 12-11. “Probabilmente non è stato un episodio casuale” commenta il bresciano, “i cinesi giocano in casa e le tentano tutte. Hanno provato ad abbassare lo score di un punto, ma l’arbitraggio è stato comunque all’altezza”. Cassarà non riusciva però a trovare la stoccata per fermare la rimonta di Zhu, che eliminava così il vincitore della Coppa del mondo 2008. “Era l’unico avversario che non volevo trovare” la riflessione, “anche ad Atene vincevo 14-12 ed ho perso, devo fare un mea culpa. A Londra 2012 spero di avere un altro fuoriclasse in squadra con me, sapete di chi parlo”. Di Andrea Baldini, ovviamente, che attende il giudizio per il caso di positività ad un diuretico.



