Argento Sensini: poker olimpico
Con una regata epica, Alessandra Sensini si è aggiudicata la quarta medaglia olimpica della sua carriera. Uno splendido argento che risplende sotto il sole di Qingdao più dell’oro della cinese Yin Jian. Alessandra partiva da seconda in classifica generale e sfavorita per le condizioni meteo, più adatte a una gara di canottaggio che a una regata di wind surf. Eppure non c’è stata storia. Dopo la prima boa ha preso il comando e non l’ha più lasciato, nemmeno per un attimo. Ha dato sempre la sensazione di sapere perfettamente cosa fare, e quando e come farlo. Alla fine, tra la sua tavola e quella delle rivali, l’inglese Byrony Show e la cinese Yin Jian, c’era praticamente mezza baia. Imbarazzante.
Ma quanto valga esattamente questa medaglia non lo si può capire se non si considera che Alessandra ha avuto in pugno l’oro per tutta la regata. E solamente uno scherzo della classifica - favorita dalla cecità agonistica della velista spagnola - gliel’ha strappato dal collo. Perché per salire sul gradino più alto, oggi la Sensini doveva mettere due barche tra sé e la cinese (che nelle regate dei giorni scorsi, favorita dalla solita assenza di vento, aveva messo da parte punti decisivi). E ci era riuscita perfettamente. Prima dell’ultimo, bordo la classifica la vedeva al comando, seguita dall’inglese e dalla spagnola. La cinese quarta con distacco. Oro virtuale. Ma arrivata alla boa la concorrente spagnola (che ha antiche ruggini sia con Alessandra sia con Byrony Show) ha deciso per una manovra completamente priva di senso, salendo sulla tavola dell’avversaria. La protesta, inevitabile, è stata accettata dalla giuria e così la spagnola ha lasciato il posto alla Jian, regalandole anche la medaglia d’oro.
“E’ stato un peccato - spiega Alessandra - Ma la gioia per l’argento vinto in queste condizioni impossibili è molto superiore al rammarico per l’oro perso. Certo quando ho visto quello che combinava la spagnola un po’ di rabbia ce l’ho avuta. Sono dieci giorni che non mi lascia in pace. Anche nelle prove mi ha protestato… Comunque sono veramente contenta. Dopo l’oro di Sidney questa è senza dubbio la medaglia più bella. Perché la più difficile”.





