Il Dalai Lama come Pinocchio? Per Pechino sì!
Il presidente cinese Hu Jintao ha invitato il Dalai Lama e i suoi sostenitori a mostrare “sincerità” e li ha di nuovo accusati di essere i responsabili della rivolta in Tibet e del tentativo di danneggiare le Olimpiadi di Pechino 2008.
Hu, che parlava dopo un incontro a Tokyo col premier giapponese Yasuo Fukuda, ha detto che i recenti colloqui delle autorità cinesi coi rappresentanti del leader buddista del Tibet in esilio sono stati “coscienziosi e seri” e che le due parti hanno convenuto di continuare a restare in contatto.
Ma il presidente cinese ha anche attribuito ai sostenitori del Dalai Lama la recente rivolta in Tibet, affermando che essi operano per danneggiare la vetrina dei Giochi olimpici di Pechino ad agosto.
“Speriamo che la parte del Dalai userà le proprie azioni per mostrare sincerità”, ha detto Hu nel corso di una conferenza stampa, invitando i sostenitori del leader buddista a smettere di creare problemi e di cercare di separare il Tibet dalla Cina.
Il Dalai Lama, per parte sua, ha spiegato di volere l’autonomia, e non la piena indipendenza del Tibet, di essere favorevole alle Olimpiadi di Pechino e di respingere l’uso della violenza. Ma per la Cina il suo atteggiamento non è sincero.
Il premier giapponese Fukuda ha detto, nel corso della stessa conferenza stampa, di aver apprezzato la decisione della Cina di tenere colloqui coi rappresentanti tibetani in esilio, e ha chiesto che il dialogo continui.




