Il Dalai Lama cittadino di Bologna
Bologna, 23 settembre 2008 - Il Dalai Lama, simbolo mondiale della cultura del dialogo e della non-violenza, sara’ cittadino onorario di Bologna: lo ha deciso ieri il Consiglio comunale, votando all’unanimita’ il conferimento della cittadinanza bolognese al XIV Dalai Lama del Tibet, Tanzin Gyatso, che gia’ nel 1989 aveva ricevuto la laurea honoris causa in biologia dall’Universita’ di Bologna. E Bologna ha intenzione di continuare a tenere accesi i riflettori sul Tibet. “Dopo le Olimpiadi, l’attenzione e’ crollata”, rileva Gianni Sofri, presidente del Consiglio comunale, presentando “Tibet, un mondo in estinzione”, un seminario organizzato dall’associazione per la biodiversita’ e la sua conservazione, in programma venerdi’.
L’iniziativa rientra nella “Festa del Cactus” che si terra’ da venerdi’ a domenica, al Museo memoriale della liberta’ di via Giuseppe Dozza a Bologna. Sofri, felicitandosi per la cittadinanza onoraria al Dalai Lama, si compiace dell’iniziativa che vede il Tibet protagonista con la sua cultura millenaria, il suo patrimonio artistico e ambientale messo a dura prova dalla repressione cinese. A presentare il seminario di venerdi’, c’e’ anche Tenzin Thupten, presidente della comunita’ tibetana in Italia, che ricorda come, “oltre alle violazioni dei diritti umani, in Tibet esiste anche un problema ambientale”. Il Tibet infatti, spiega, “e’ un delicato ecosistema” messo a dura prova dalla massiccia immigrazione cinese, dalla deforestazione e dallo sfruttamento eccessivo delle piante alla base della medicina tibetana. Ma “l’aspetto ambientale in Tibet non riceve abbastanza attenzione.
Per questo e’ importante che se ne parli”.
E se il seminario di venerdi’ dara’ voce ai tibetani messi in minoranza nel loro stesso territorio, la Festa del Cactus, giunta alla sua terza edizione, studiera’ le “minoranze biologiche” presentando rari esemplari di piante grasse e cactus provenienti dalle regioni tropicali di tutto il mondo.
La festa del Cactus, che propone quest’anno il tema del Tibet, sia dal punto di vista dei diritti umani che da quello dell’ambiente, nasce per raccogliere fondi destinati alla realizzazione di “Verdi visioni”, il progetto per la costruzione a San Lazzaro di Savena di un centro ambientale in grado di ospitare la collezione di oltre 50.000 piante grasse (attualmente ospitata presso l’Ansaloni garden center) curata dal botanico bolognese Andrea Cattabriga. Musica, gastronomia, incontri sulla diversita’ e una mostra mercato di piante tropicali non mancheranno neanche in questa edizione della festa cui l’anno scorso hanno partecipato circa 2.000 persone.



