Olimpiadi, non potendo andare a Pechino Tibet organizza le sue
Alcuni tibetani in esilio in India hanno iniziato oggi a gareggiare in quelle che chiamano le “loro Olimpiadi”, evento carico di simbolismo e con l’obiettivo di imitare i Giochi 2008 che inizieranno a Pechino ad agosto.
Ai piedi dell’Himalaya, tredici uomini e dieci donne in divise bianche e rosse con il logo delle Olimpiadi hanno preso parte alla cerimonia di apertura della manifestazione che durerà quattro giorni.
“Quando tutto il mondo andrà a Pechino ad agosto, i tibetani si sentiranno esclusi, privati dei loro diritti”, ha detto l’organizzatore Lobsang Wangyal a Reuters.
“Così per non farli sentire tristi e per farli sentire parte dei Giochi di Pechino noi organizziamo le Olimpiadi Tibetane”.
L’iniziativa è una forma innovativa di protesta degli esiliati contro il giro di vite della Cina dopo i disordini di Lhasa a marzo. Sono circa 150.000 i tibetani che vivono in India, paese che ospita anche il Dalai Lama dopo la sua fuga dal Tibet in seguito alla fallita rivolta del 1959 contro i cinesi.
I tibetani hanno raccontato che loro versione delle Olimpiadi punta a dimostrare la loro determinazione a partecipare, un giorno, a quelle vere.
“Il campo è semplice, come anche la divisa, l’equipaggiamento, piove, ma … andremo avanti insieme”, ha detto Shihan Hussaini, esperto di karate e speaker nella cerimonia di apertura.


