La Cina si è fermata
Dai tempi della morte di Mao Zedong nel 1976 non si ricordava in Cina un cordoglio così compatto. In una scena impressionante di unione nazionale allo scattare delle 14.28 – una settimana dopo la scossa di terremoto nel Sichuan – l’intera Repubblica Popolare si è letteralmente fermata. I grandi viali automobilistici di Pechino e Shanghai si sono paralizzati all’istante, nell’immobilità assoluta, mentre suonavano le sirene antiaeree. Nelle strade, nei supermercati, nelle scuole e nei luoghi di lavoro il paese si è trasformato in un fotogramma quasi irreale. Nello stesso momento scattavano sull’attenti migliaia di soldati e soccorritori impegnati nell’epicentro del sisma. Per tre minuti un miliardo di persone hanno osservato il silenzio del lutto, spesso con i volti solcati di lacrime. Una scenografia commovente e tristissima ha coronato una settimana tragica.
La Cina sembra aver ritrovato un’armonia che non si percepiva da decenni con tanta sincerità. Per le nuove generazioni è stato una sorta di battesimo, la prima esperienza di solidarietà reale con i più deboli.





