Cina, al via il “grande esame” per l’università
PECHINO - Per dieci milioni di studenti cinesi questa è la notte prima degli esami. Anzi, la notte prima del “Grande esame”: il Gaokao, ovvero la selezione statale per l’ammissione all’università, che da sabato a lunedì terrà impegnati i ragazzi che aspirano a un futuro migliore. In palio, infatti, ci sono quasi sei milioni di immatricolazioni universitarie, che sono la chiave d’accesso che apre molte porte in un mondo del lavoro sempre più competitivo. E in un Paese che si impone sempre più sul panorama economico internazionale.
Sarà una tre giorni di stress fisico, e soprattutto psicologico, per i diplomati delle delle ventotto province cinesi. Il sistema è strettamente meritocratico: più alto è il punteggio che gli studenti ottengono nelle prove, migliore è l’università a cui avranno accesso. Da qui si capisce l’importanza che il Ministero dell’istruzione dà all’esame, un vero e proprio evento nel Paese del dragone.
Le misure di sicurezza improntate per proteggere la serietà delle prove sono ingenti. Per la prima volta quest’anno il segreto del testo d’esame - minacciato dall’esistenza di Internet, che in Cina vanta oltre 200 milioni di utenti - è protetto da speciali misure di sicurezza. I giornali raccontano che sono state messe in piedi vere e proprie squadre di vigilantes per scongiurare “comportamenti impropri”.
Quest’anno poi l’esame cade proprio nel giorno del Festival delle Barche ed è stato imposto il “divieto di festeggiamenti”, per tutelare il silenzio e la concentrazione degli studenti: le imbarcazioni a forma di drago usate per le tradizionali gare del Festival resteranno immobili nei corsi d’acqua vicino alle scuole. Inoltre, speciali numeri di “pronto soccorso studenti” saranno attivati per accompagnare i ritardatari in aula.
Il Gaokao è il punto di arrivo di una preparazione che per molti comincia già dall’infanzia. Ecco perché i giovani sono concentrati al massimo delle loro forze. Ancor più tesi i genitori, che sul sito del ministero dell’Istruzione possono trovare indicazioni e suggerimenti, da come comportarsi con i figli a che cosa dar loro da mangiare per migliorare le prestazioni. Le autorità hanno anche messo in guardia le famiglie nei confronti dei nuovi “business da esame”, come le stanze affittate a prezzi esorbitanti agli studenti che risiedono nelle periferie.
Molti padri e madri hanno chiesto persino giorni di ferie per assistere nello studio i figli. Questo succede soprattutto nel caso dei “piccoli imperatori”, come vengono chiamati i figli unici in Cina. E poi ci sono anche i “bimbi prodigio” lodati dal quotidiano Xinjingbao: una trentina di bambini dai 13 ai 15 anni, le menti migliori che sono state capaci di completare in soli 4 anni gli studi che gli altri finiscono in otto.
Un caso a parte sono i quasi centomila studenti della provincia del Sichuan, colpita dal terribile terremoto dello scorso 12 maggio, che fece più di settantamila vittime. Molti sono senza casa, senza libri e a volte anche senza genitori. Per loro il Gaokao sarà posticipato di un mese.





