Archive for the 'Sport' Category

Concluse le Paralimpiadi di Pechino, l’appuntamento è per Londra 2012. Ottimo il risultato degli azzurri, con 18 medaglie totali.

Si sono concluse le Paralimpiadi di Pechino 2008, e l’Italia chiude in bellezza con una medaglia nella regina delle discipline olimpiche: la maratona.
Il bronzo è andato a Walter Endrizzi nella maratona categoria T46 Sono felicissimo, questo terzo posto qui a Pechino vale più di un Mondiale ha dichiarato l’atleta.

Primo posto e medaglia d’oro sono andati al messicano Santillan, argento per il brasiliano Sena.

Altro bronzo anche per Andrea Pellegrini nella sciabola (alla sua quarta paralimpiadi e già plurimedagliato), che ha avuto la meglio sul russo Sergey Frolov, ma è stato battuto dal cinese Tian Jianguan in semifinale.

La delegazione azzurra può dirsi più che soddisfatta. Non del trattamento ricevuto dai media nazionali, non della considerazione dalle autorità italiane, ma di sicuro dei risultati raggiunti. Gli atleti tornano a casa con 18 medaglie totali. 4 medaglie d’oro, 7 medaglie d’argento, 7 medaglie di bronzo.

28° posto nella classifica generale, meglio di quanto lo stesso comitato paralimpico si aspettasse.

Arrivederci a Londra!

Bolt riscrive la storia Oro e record nei 200

Diciannove e trenta: è uno di quei tempi destinati a rimanere scolpiti nella memoria di tutti. Usain Bolt riscrive la storia, e dopo l’oro ed il record nei 100, doppia l’impresa nei 200. Medaglia d’oro (ma questo sinceramente si sapeva) e soprattutto polverizzazione del primato del mondo stabilito da Michael Johnson ad Atlanta 12 anni fa in 19”32. Quasi inutile dire che la gara è stata a senso unico: partito fortissimo, Bolt già in curva aveva l’oro al collo. Basta pensare che Churandy Martina, secondo, ha rimediato qualcosa come mezzo secondo di distacco (mai una cosa del genere in una finale olimpica). Ad ogni modo il sogno d’argento per il rappresentante delle Antille Olandesi è durato poco più di un’ora: tanto ha impiegato la giuria per esaminare la sua gara e squalificarlo. Medaglia col giallo quindi per Crawford, quarto all’arrivo e, prima bronzo per la squalifica (invasione di corsia) del connazionale Spearmon, poi addirittura argento. Alla fine, podio anche per l’altro americano Dix. Un record, 19”30, che resterà a lungo? Per ora solo Bolt può battere Bolt: non va dimenticato che il tempo stratosferico è stato ottenuto con un vento contro di 0,9 mt. Un po’ di statistica Usain Bolt torna così a piazzare una doppietta su 100 e 200 alle Olimpiadi: non accadeva da Los Angeles 1984, quando ci riuscì un certo Carl Lewis. E’ inoltre il secondo oro nei 200 nella storia della Giamaica: prima di Bolt, Don Quarrie a Montreal nel 1976

Marcia, bronzo a Elisa Rigaudo Grande rimonta nella pioggia

Prima medaglia azzurra in atletica. E’ il bronzo di Elisa Rigaudo, 28 anni, finanziera di Cuneo, nei 20 km di marcia femminile. Sotto il diluvio che da ore si è abbatuto su Pechino, vince la russa Olga Kaniskina in 1 ora 26′31″ (record olimpico) davanti alla norvegese Kyersti Platzer a 36 secondi, ma subito dietro, a soli 5 secondi dall’argento e con una rimonta fantastica, c’è la ragazza piemontese residente a Boves. Poi, avvolta nella bandiera italiana dedica la medaglia al suo allenatore Sandro Damilano e al marito Daniele: “Questo bronzo, per me, vale come un oro”.

E’ stata una gara durissima. La pioggia torrenziale ha tolto l’afa, ma ha pesantemente tormentato le atlete lungo tutto il percorso. La Kaniskina è partita quasi subito e, nonostante qualche alto e basso e un richiamo, non è stata più ripresa. Dietro si è organizzato un gruppetto di una decina di marciatrici che hanno camminato a lungo insieme mantenendo in termini accettabili il distacco dalla leader.

Intorno al decimo si muove la bielorussa Turava che rimane per diversi chilometri alle spalle della russa. Con lei, all’inseguimento, prendono l’iniziativa la spagnola Vasco e la russa Kalmykova. Poi la Turava va in crisi: con ripetute fermate e conati di vomito e la Platzer s’installa saldamente al secondo posto con la Vasco attaccata ai calcagni. La bielorussa, sempre più disperata, cerca di mantenere il contatto. Elisa, un po’ più indietro, tiene il passo con parziali di 8′40″ ogni due chilometri. Ai 16 chilometri, l’azzurra è sesta. Davanti: Kaniskina, Turava, Platzer, Vasco e la cinese Liu. In quel momento l’azzurra sembra tagliata fuori: troppe atlete davanti e un distacco di 12 secondi dal duo Platzer-Vasco difficile da colmare.

Ma proprio lì, Elisa tira fuori tutto. Tra il sedicesimo e il diciottesimo chilometro, è la più veloce di tutte (8′44″): lascia la Liu, risucchia la povera Turava ormai distrutta e mette nel mirino Platzer e Vasco che mantengono dieci secondi di vantaggio. Negli ultimi due chilometri, con uno sprint da 8′36, la ragazza piemontese raggiunge e supera la Vasco e si avvicina moltissimo alla Platzer, mentre dietro anche la cinese rimonta a tutta birra.

Poi, l’ingresso nello stadio. La Kaniskina, stanchissima, cede metà del vantaggio, ma l’oro è suo. La Platzer riesce a tenere un passo decente e Rigaudo le ringhia subito dietro, fantastico bronzo ad appena 5 secondi.

E poi, fradicia, ai microfoni di Rai Sport, Elisa ha tempo per le dediche: “Dedico questa medaglia a due d: d come Damilano e d come Daniele, mio marito. Sandro se la meritava veramente tanto”.

E i ringraziamenti: “Dietro di me c’è un team, ringrazio tutti, dalla psicologa Marisa Muzzo al mio fisioterapista, al mio omeopata e alle Fiamme Gialle, che dal 2001 mi hanno preso con loro. E poi - ha aggiunto l’azzurra - devo dire grazie anche alla federazione, che ha speso un casino per me”.

E’ la ventunesima medaglia di Pechino: 6 ori, 7 argenti e 8 bronzi. Altre tre, dal pugilato, sono già sicure. La spediazione azzurra torna a sorridere.

Bronzo Romero

Un bronzo ‘oriundo’ dalla vela e tante delusioni. L’Italia archivia così l’undicesima giornata dei Giochi olimpici di Pechino. In mattinata è arrivata la diciannovesima medaglia della spedizione azzurra, la prima dalla vela. A conquistarla Diego Romero, che dopo due Olimpiadi con la nazionale argentina sale sul podio nella sua prima spedizione ai Giochi tinta d’azzurro. Il 33enne di cordoba ha strappato un bel terzo posto nella classe Laser, ottenendo la prima medaglia italiana nella vela. “Voglio dire grazie a chi in Italia mi ha dato fiducia e sono felice di averla ripagata”, ha detto dopo la medal race, dichiarando anche di puntare a Londra 2012.

Phelps, da internet altre ombre sul record di otto ori

La domanda è sempre la stessa: ha vinto oppure no? Evidentemente non è bastato per sciogliere i dubbi il rilevamento cronometrico della finale dei 100 farfalla uomini che ha assegnato il settimo oro olimpico a Michael Phelps per un solo centesimo di secondo sul serbo Milorad Cavic. I sospetti restano, tanto più che ci chi fa notare come la Omega, l’azienda che aveva il compito di effettuare i rilevamenti in questione, sia uno degli sponsor principali dello stesso Michael Phelps. Si tratta del sito ‘http://100thofasecond.com’ il cui scopo è quello di dimostrare, grazie anche all’apporto di fotografie e dichiarazioni, il successo del serbo. In sostanza lo statunitense non avrebbe toccato con entrambe le mani (come richiesto da regolamento) la piastra di rilevazione. Il sito segnala poi la decisione della FINA, la massima organizzazione internazionale di nuoto, di non diffondere le immagini subacquee a difesa della vittoria di Phelps, oltre a una dichiarazione rilasciata dal keniano Ben Ekumbo, esponente della FINA stessa, secondo il quale “Phelps è il più grande che abbiamo mai avuto, avrebbe vinto la gara comunque. Domani poi farà qualcosa (vincendo l’ottavo oro nella 4×100 misti, ndr) che lo renderà un extraterreste”. Il sito poi conclude lanciando un’idea: organizzare una sfida a due tra Phelps e Cavic il cui ricavato sarebbe devoluto in beneficenza

Picardi, un’altra impresa Battuto Cherif, è medaglia

Ancora una impresa di Vincenzo Picardi, che entra tra i primi quattro della categoria dei pesi mosca dopo aver superato ai quarti, in un match di straordinaria intensità, il tunisino Walid Cherif. Bravissimo il pugile di Casoria, nell’interpretazione tattica del match ed anche nella tenuta psicologica, capace di non scomporsi quando l’arbitro gli ha assegnato un dubbio richiamo con annessi due punti di penalità.

Che Cherif fosse un brutto cliente lo si era capito dal turno precedente, quando era stato capace di imbrigliare il coreano Lee, uno dei favoriti della categoria. La conferma già nel primo round: guardia chiusa quella del pluricampione africano, difficile da penetrare. Due minuti di fioretto, chiusi da Picardi con un destro in uscita per l’1-0.

Nel secondo round, serie di Picardi che si porta sul 3-0 prima si subire la reazione del tunisino: un colpo a segno, più due assegnati dall’arbitro per una dubbia trattenuta del pugila di Casoria. Terzo round molto combattuto: Picardi alterna impostazione per mettere in difficoltà il suo avversario, va avanti due volte ma viene praticamente subito raggiunto nel corso dello stesso scambio. Si inizia l’ultimo round sul 5-5: il Cherif attacca a tutto spiano, Picardi è attento e di rimessa piazza due colpi cvincenti guadagandosi il 7-5 finale che vale il podio sicuro

Cinque positivi su 4.133 controlli Ma è vera guerra al doping?

Appena cinque casi di doping su un totale di 4.133 controlli. Staranno cercando bene? Staranno cercando tutto? Medici dopatori e atleti truccati hanno scoperto sostanze più evolute, invisibili all’antidoping (tali restano, oggi, almeno un centinaio di molecole, oltre all’ormone Gh e all’insulina, per non parlare dell’autoemotrasfusione), oppure hanno paura di essere smascherati e rinunciano almeno un po’ agli additivi? Ma, soprattutto: che senso ha effettuare i controlli a gare in corso, quando la maggior parte dei potenziali dopati ha già manomesso il motore, ripulendosi per tempo?

Le domande e i dubbi sono legittimi, anche se il Cio esprime una soddisfazione quantomeno sospetta. “Si sta vincendo la battaglia contro l’uso di sostanze dopanti” proclama Giselle Davies, portavoce del Comitato olimpico internazionale. Nella previsione di Jacques Rogge, presidente del cio, a Pechino 2008 ci sarebbero stati almeno 30 o 40 casi di positività su un totale di 4.500 test. Tale stima si basava sui numeri di Atene 2004, dove gli atleti dopati furono “solo” 26 e le analisi effettuate 3.500.

“Nessun rischio di giochi truccati”, assicura la Davies. “Le analisi sono condotte di concerto con tutte le autorità antidoping, dalla Wada alle varie federazioni internazionali. Pensiamo piuttosto che ci sia stato un forte effetto deterrente: gli atleti sanno che chi sbaglia non viene più perdonato”.

Anche se proprio ieri è stata smascherata la terza medaglia col trucco: positiva (a uno steroide anabolizzante) l’ucraina Lyudimila Blonska, vincitrice sabato scorso della medaglia d’argento nell’eptathlon. Prima è arrivata la voce sul sito dell’Equipe, poi la conferma della commissione esecutiva del Cio. Medaglia subito ritirata all’ucraina: andrà alla statunitense Hyleas Fountain; bronzo alla russa Tatiana Chernova. Si tratta del quinto caso di positività dopo quelli del ciclista spagnolo Maria Isabel Moreno, del tiratore nordcoreano Kim-Jong-Su (un argento e un bronzo), della ginnasta vietnamita So Thi Ngan Thuong e della greca Fani Halkia, campionessa olimpica dei 400 ostacoli ai giochi di Atene 2004.

Ora resta da capire se la provetta è mezza piena o mezza vuota. Il Cio si fa forte delle cifre, le stesse che starebbero smentendo il pessimismo (relativo) del suo presidente Rogge, prima che in Cina si cominciasse a gareggiare. Dunque, dal 27 luglio sono stati effettuati 4.133 i controlli antidoping. In particolare, i test sul sangue sono stati 841, tra cui 455 per l’ormone della crescita (Gh), mentre quelli sulle urine sono stati 3.292, tra cui 657 per scovare l’Epo. Di questi controlli antidoping, circa il 64% sono stati effettuati dal periodo tra il 27 luglio e l’8 agosto, vale a dire prima dell’apertura ufficiale dei Giochi, e il Cio prevede che prima della chiusura verrà raggiunto un numero totale di 4.500 test. Le Olimpiadi di Pechino sono già da ora le più controllate di sempre: ad Atene 2004 i test antidoping furono 3.600, con la differenza che in Grecia i casi di positività furono in tutto 26.

Una chiave di lettura interessante la offre l’americano Victor Conte, il capo di quei laboratori Balco che hanno per anni beffato Cio-Wada e ogni struttura di controllo grazie alla produzione di sostanze che non apparivano ai test. Il professor Conte è un grande intenditore di doping, anzi di “sistemi” per eludere il doping. “Fare i controlli durante le gare, e tra una gara ed un’altra, è un errore perché gli atleti che utilizzano il doping lo hanno già in corpo. Nel 2007, durante i mondiali di atletica di Osaka, si sono fatti più di 1.000 controlli ed il risultato fu di zero positivi. Impossibile”.

Inoltre, il Cio non ha mai spiegato se sono stati controllati a sorpresa gli atleti prima del 27 luglio. E poi in Cina non esiste una normativa antidoping. I “Giochi puliti” convengono a tutti: a chi li organizza, investendo e moltiplicando milioni di dollari, più ancora che agli atleti.

Pellegrini, oro e record del mondo

Dopo l’argento di Atene e i pasticci sui 400, Federica Pellegrini conquista l’oro dei 200 stile libero con il primato del mondo a 1′54″88, prima donna sotto il muro degli 1′55″. Fa l’impresa poi, ancora in acqua, scoppia in un pianto accorato e liberatorio. Adesso, a 20 anni e pochi giorni, l’atleta di Mirano detiene i record delle gare più classiche dello stile libero e può a buon diritto considerarsi la prima donna del nuoto mondiale.

La Pellegrini diventa così anche la prima italiana a conquistare un oro olimpico in piscina.

Bronzo Italia nel fioretto

Bronzo nel fioretto maschile per Salvatore Sanzo. Al termine di una giornata di sconfitte per un punto (il pisano in semifinale, Andrea Cassarà nei quarti) arriva la rimonta che ribalta un assalto che sembrava compromesso: dopo il 12-14, Sanzo infila tre stoccate consecutive e mette al collo una medaglia un po’ amara. Per come ha tirato il carabiniere, argento ad Atene nell’individuale e oro a squadre, la finale ci stava tutta.

Nella finalina, Sanzo è partito bene e si è portato in vantaggio per 5-2 e 6-3. Il cinese, spinto dal pubblico, ha rimontato pareggiando 6-6. Poi, testa a testa fino al 9-9. A quel punto, Zhu è andato avanti per 12-9. Sanzo è riuscito a riprenderlo, ma è tornato sotto, fino all’epilogo. Per l’Italia è l’undicesima medaglia che chiude la giornata iniziata con l’oro della Pellegrini.

In semifinale, Sanzo aveva perso di una sola stoccata dal giapponese Ota (poi battuto 15-8 in finale dal tedesco Kleibrink), contestando l’arbitraggio del coreano Choi Myung Jin assistito da un canadese e da un russo e accusando a caldo la federazione di “non contare a livello internazionale”. In effetti, qualche lamentela c’era già stata durante il fioretto femminile quando la Trillini venne battuta in semifinale dalla coreana Hyunhee Nam. Quella volta arbitrava un cinese. Sanzo ha poi ritrattato dopo la finale per il terzo posto: “Chiedo scusa, se non abbiamo una rappresentante nella commissione arbitrale alle Olimpiade la colpa è della precedente gestione federale”. Per dimenticare la delusione della finale perduta è servito l’intervento della moglie, l’ex fiorettista Frida Scarpa, che ha rimotivato l’azzurro al telefono da Pisa. “Non sono sicuro di arrivare fino alle Olimpiadi di Londra” ha aggiunto Sanzo, “magari fino ai Mondiali di Parigi 2010 sì”. Il suo obiettivo è diventare manager.

Era finita prima, invece, l’avventura di Andrea Cassarà, iniziata con il caso doping di Baldini. Il bresciano è uscito ad un passo dalle medaglie, sconfitto 15-14 dal cinese Zhu dopo esser stato in vantaggio 14-12. Per il carabiniere una buona prova con alcune settimane di allenamento in meno prima delle Olimpiadi ed un viaggio in Canada cancellato all’ultimo momento: “O esco subito o sono anche capace di vincere” aveva detto sull’aereo che lo portava a Pechino. Non aveva previsto la terza ipotesi: una buona gara che si ferma a un passo dal podio.
Dopo il 12-10 per l’azzurro, i presidenti della giuria abbassano il 13-12 a 12-11. “Probabilmente non è stato un episodio casuale” commenta il bresciano, “i cinesi giocano in casa e le tentano tutte. Hanno provato ad abbassare lo score di un punto, ma l’arbitraggio è stato comunque all’altezza”. Cassarà non riusciva però a trovare la stoccata per fermare la rimonta di Zhu, che eliminava così il vincitore della Coppa del mondo 2008. “Era l’unico avversario che non volevo trovare” la riflessione, “anche ad Atene vincevo 14-12 ed ho perso, devo fare un mea culpa. A Londra 2012 spero di avere un altro fuoriclasse in squadra con me, sapete di chi parlo”. Di Andrea Baldini, ovviamente, che attende il giudizio per il caso di positività ad un diuretico.

Minguzzi ribalta l’ungherese oro dalla lotta per l’Italia

Un’altra medaglia d’oro inaspettata (la sesta qui a Pechino) è arrivata dal tappeto della lotta greco-romana. Un secolo tondo dopo Enrico Porro e vent’anni dopo il suo corregionale e maestro Vincenzo Maenza, l’ha portata a casa l’imolese Andrea Minguzzi, 26 anni, nella categoria degli 84 kg battendo in finale l’ungherese Zoltan Fodor, 23 anni. E’ la sesta medaglia d’oro per l’Italia alle Olimpiadi nella lotta (di cui cinque nella greco-romana).

Quella dell’azzurro è stata una vera impresa perché il match era iniziato male: la prima delle tre riprese l’aveva vinta l’avversario, l’italiano era riuscito a pareggiare nella seconda ma, in quella decisiva, Andrea era stato sfavorito dal sorteggio dopo i primi 60 secondi, cioè a metà ripresa. Ha dovuto iniziare nella posizione greca (sotto a carponi) la prima parte delle ultime due frazioni da trenta secondi ciascuna. Il nostro ragazzo ha saputo però rialzarsi e prendere il punto. Non bastava, però. Poi è toccato all’ungherese partire da sotto: in questa circostanza viene assegnato il punto a chi sta sotto se l’altro non lo solleva da terra, e chi prende l’ultimo punto tecnico vince anche la ripresa. Minguzzi doveva solo sollevarlo dal tappeto per poter fare punti ribaltando la situazione e prendersi l’oro: ce l’ha fatta, l’ha addirittura rovesciato ed è salito sul podio più alto alla sua prima Olimpiade, regalando all’Italia la sua sesta medaglia d’oro: “Una vittoria che mi ripaga di tanti sacrifici - ha detto poi Minguzzi, bella faccia da bravo ragazzo - La lotta, dovete saperlo, è uno sport davvero duro”.

I due avversari si conoscevano bene perché italiani e ungheresi si allenano spesso assieme: Fodor è stato ottavo nei mondiali disputati lo scorso anno quando fu eliminato dallo svedese che è stato sconfitto da Minguzzi oggi in semifinale.

Andrea Minguzzi, 26 anni nato a Castel San Pietro e residente a Imola (Bologna), è un allievo di Maenza nella cui palestra faentina, lil Club Atletico Cisa, s’è formato dopo essere stato iniziato alla lotta dal padre Massimo, lottatore anch’egli negli anni Settanta e suo primo allenatore. Dal 2004 è nelle Fiamme Oro della Polizia, allenato da Mauro Massaro e Marco Papucci, e questa era la sua prima Olimpiade. Prima di oggi aveva vinto vari titoli italiani e trofei internazionali, tra cui due bronzi agli Europei.

Per arrivare in finale aveva eliminato, partendo dagli ottavi di finale, il russo Mishin (campione olimpico uscente), il francese Noumonvi, e, in semifinale, per 3-2 lo svedese Ara Abrahamian che però ha contesto il verdetto arbitrale, non ha voluto stringere la mano all’italiano dopo la gara e si è addirittura tolto la medaglia dal collo in segno di protesta e l’ha lanciata per terra.

Segreto di Stato sulle ginnaste-bambine

Riscrivere la storia è sempre stata una specialità dei regimi autoritari. La Cina non fa eccezione. Per decenni i suoi manuali scolastici sono stati adattati ai capricci della propaganda. Gerarchi del partito comunista che erano stati celebrati come eroi sono scomparsi misteriosamente, non appena caduti in disgrazia. I tempi cambiano, la censura di Stato ha dovuto aggiornarsi all’èra di Internet, ma i suoi metodi hanno un’aria familiare. Grazie al controllo sui mass media – compresi i siti online – le autorità cinesi hanno soffocato sul nascere uno scandalo olimpico: la medaglia d’oro conquistata da tre ginnaste che non hanno l’età legale per competere. Quando la stampa straniera ha smascherato l’imbroglio, le biografie delle ginnaste-bambine sono sparite da Internet. Oscurate grazie a un provvidenziale blackout, quando sono riapparse erano “ritoccate” per mostrare l’età giusta. Anche su Internet la storia si può riscrivere, a maggior gloria della Repubblica Popolare. Lo scandalo-che-non c’è riguarda la gara di ginnastica femminile per squadre, vinta a sorpresa dalle cinesi contro le americane mercoledì 13. Un’eccezionale prestazione delle atlete di casa che hanno conquistato l’oro con lo strepitoso punteggio di 188,90. Ma l’exploit può essere stato conquistato con l’imbroglio, facendo gareggiare tre bambine (cioè metà della squadra) sotto l’età minima regolamentare che è di 16 anni. In molte figure di ginnastica la giovane età è un vantaggio: meno peso, più flessibilità, meno coscienza del rischio. Nelle squadre concorrenti il mormorìo sull’età delle cinesi era assordante già prima della gara. Dopo la vittoria cinese la controversia è stata sollevata dall’allenatrice delle rivali americane, Bela Karolyi. Un’esperta della materia: quando allenava le ginnaste romene (inclusa Nadia Comaneci, medaglia d’oro olimpica) lei stessa fu accusata di aver falsificato i passaporti di qualche bambina per ammetterla in competizione prima dell’età legale. La Karolyi ha attirato l’attenzione sulla corporatura pre-puberale di tre cinesi. “Ce n’è una a cui manca un dente”, ha detto, alludendo a un dente da latte perso di recente. Le sospette bambine sono He Kexin, Jiang Yuyuan e Yang Yilin. I dirigenti della federazione cinese di ginnastica hanno subito esibito i loro passaporti: tutti emessi di recente e tutti perfetti, con il 1992 come anno di nascita. Tre sedicenni. “In un paese simile – ha ribattuto la Karolyi – sono esperti nel falsificare i documenti. Se c’è la copertura delle autorità è impossibile smascherarli”. Nella conferenza stampa che ha seguito il trionfo di mercoledì i cronisti stranieri hanno provato a cogliere le ragazzine in fallo con delle domande tranello. “Deng, qual è il tuo segno zodiacale?” Risposta impeccabile: la scimmia (in Cina l’anno di nascita è riconoscibile dall’animale del calendario astronomico). “Ricordi come hai trascorso il tuo 15esimo compleanno?” Nelle risposte delle tre non c’erano indugi né contraddizioni. L’imbroglio è emerso solo dopo un’accurata ricerca online. The Associated Press ha fatto una scoperta inequivocabile negli archivi elettronici dell’agenzia stampa ufficiale Xinhua (Nuova Cina). Nove mesi prima dei Giochi, un resoconto di una gara di ginnastica apparso sul sito Internet di Xinhua indicava He Kexin come una 13enne. E’ possibile invecchiare di tre anni in nove mesi? The Associated Press ha rintracciato anche una cronaca più recente (23 maggio 2008) apparsa sul quotidiano governativo China Daily. Anche quell’articolo attribuiva 13 anni a He. Ma ecco il miracolo della censura elettronica. Subito dopo la denuncia della stampa americana, dal sito Internet dell’agenzia Xinhua è sparita ogni traccia di quel notiziario di nove mesi fa. The Associated Press ne ha conservato una copia digitale. Per i cinesi quel testo semplicemente non è mai esistito. In quanto all’articolo del China Daily, è stato elettronicamente corretto ex post. Ora consultandolo negli archivi digitali del giornale lo si ritrova, sì, ma l’età di He Kexin è cambiata: 16 anni, come da regolamento. La redazione del New York Times ha fatto una scoperta simile. Le sue ricerche su Internet hanno portato alla luce un registro della federazione nazionale di ginnastica cinese. He Kexin vi appare come nata nel gennaio 1994, quindi oggi 14enne. Ed ecco che improvvisamente quel registro è oscurato, inaccessibile online. Qualcuno è riuscito perfino a manipolare le biografie delle tre ginnaste sull’enciclopedia online Wikipedia: i riferimenti alla controversia sull’età sono stati ripetutamente cancellati dall’intervento di zelanti censori. Per il segretario della Federazione internazionale di ginnastica (Fig), André Gueisbuhler, il problema non esiste perché il regolamento olimpico parla chiaro: fa fede solo il passaporto. “Abbiamo le fotocopie dei tre passaporti dove risultano 16enni, per noi il caso è chiuso”. La Karloyi sa che non c’è nulla da fare: “Nessuno accuserà di falso il governo cinese”.

Oro nello skeet alla Cainero

Tra colpi di fucile e tuoni, dentro al temporale che a un certo punto si scatena al poligono, la friulana Chiara Cainero vince la sua medaglia d’oro ai rigori. Cioè allo spareggio contro l’americana Rhode e la tedesca Brinker, che erano arrivate in fondo alla prova dello “skeet” centrando il suo stesso numero di piattelli, cioè 93 su 100: due tiri a testa, le avversarie ne centrano solo uno, lei entrambi. E da quel momento viene sommersa dal peso della sua famiglia, presente in massa: il marito Filippo, il papà Edi, la mamma Mariangela, lo zio Enzo che ha corso come candidato sindaco (per il Pdl) alle ultime amministrative al comune di Udine ma, a differenza della nipote, non ha trovato il tiro giusto.

Un abbraccio formidabile alla neo campionessa olimpica, che infatti dedica la medaglia ai parenti: “E’ merito loro se sono qui. Di papà, innanzi tutto, che mi ha trasmesso la passione portandomi a tirare quando avevo solo quattordici anni. E poi di chi sopporta le mie assenze, e di chi mi ha aiutato economicamente, di mio marito. Perché il nostro sport costa”.

Per una stagione a livelli internazionali, quando bisogna sparare almeno 25 mila cartucce, occorrono più o meno 30 mila euro (un fucile ne costa mediamente 4 mila, quelli dei campioni 7 mila). Gli azzurri sono aiutati da Coni e società private, nel caso della Cainero è il Corpo Forestale dello Stato (”Sono agente semplice, spero arrivi la promozione”), e comunque lo stipendio della donna con la medaglia d’oro al collo non supera i 1.300 euro netti al mese. “Anche per questo mi associo alla richiesta di detassare i nostri premi”.

Chiara Cainero, 30 anni, una laurea in scienze della comunicazione, è ormai una tiratrice di professione. “Ora voglio arrivare almeno fino a Londra 2012, per difendere il mio titolo”. Se non avesse sfondato con i piattelli? “Credo che sarei andata a studiare all’estero”.

Lei è una delle mille tesserate italiane, cioè quelle che gareggiano su un totale di 3 mila praticanti. “E non credo sia giusto associare il fucile ai maschi, il nostro è uno sport senza sesso, va bene anche per le donne e per le giovanissime”. Interviene il presidente federale Luciano Rossi: “Non è giusto criminalizzare il nostro sport, uno dei più sicuri in assoluto. Lo consigliamo ai ragazzi, perché il tiro a volo insegna a stare insieme agli altri e migliora il controllo di se stessi”.

Chiara, nelle eliminatorie aveva realizzato il record olimpico con 72 piattelli su 75). E’ la quinta medaglia d’oro azzurra alle Olimpiadi che permette all’Italia di riagguantare l’Australia al quinto posto del medagliere. E’ anche la prima medaglia d’oro conquistata da una donna nel tiro a volo.

La finale è stata tremenda e molto emozionante. Cainero, che era entrata con un piattello di vantaggio sulla thailandese Jiewchaloemmit, è stata la prima a sbagliare al quarto lancio insieme alla cinese Wei. Altro errore al nono, ma la thailandese ha mancato quello successivo mentre la Brinker e lo Rhode si avvicinavano pericolosamente. La Cainero ha sbagliato il sedicesimo in pieno nubifragio, ma le altre hanno fatto peggio di lei con due errori a testa. Con un piattello di vantaggio l’azzurra aveva l’oro a portata di mano, ma non ha preso il ventunesimo facendosi raggiungere dalle due avversarie a quota 93 su 100. Poi lo spareggio e il trionfo al primo colpo.

Fioretto, un bronzo amaro Il ct Manzo: “Ci hanno derubato”

La medaglia di bronzo più velenosa della spedizione azzurra, condita da polemiche arbitrali, moviole, scatti isterici e squalifiche. Alla fine salgono sul podio le nostre fiorettiste, battendo l’Ungheria 32-23 grazie alla Vezzali e ad una superba Ilaria Salvatori, la frascatana subentrata alla Trillini che vince i suoi tre assalti.

Ma nella storia di questa Olimpiade resterà la rabbia del team azzurro per la sconfitta con la Russia in semifinale, la contestazione che porta il ct Andrea Magro prima ad urlare “ladri” agli arbitri, poi a prendersi il cartellino nero della federazione internazionale ed una squalifica di due mesi per intemperanze: tre ore dopo la sconfitta il tecnico, ancora in stato confusionale, scaglia una sedia contro una porta, sfondandola durante il riscaldamento della finalina con l’Ungheria. “Non è possibile, ci hanno tolto cinque-sei stoccate. A me piace perdere quando si perde” aveva detto.

Finisce così il sogno del cosiddetto Dream Team, che aveva attirato pure il presidente del Coni Gianni Petrucci nella Fencing Hall. Valentina Vezzali, Margherita Granbassi e Giovanna Trillini non riescono ad emulare la squadra che vinse a Barcellona ‘92, Atlanta ‘96, Sydney 2000. Escono in semifinale contro la Russia, le azzurre, in un match teso, spremuto fino alla stoccata supplementare dopo nove assalti.

Condizionato pesantemente dall’arbitro polacco Kaszubowski che decide il confronto decisivo Vezzali-Boyko tra moviole ed ammonizioni, fino ad attribuire alla Russia la stoccata decisiva per la quale Valentina aveva urlato di gioia, considerandola ormai sua. Una delusione comunque, da parte di tre donne che solo pochi giorni prima avevano conquistato medaglia d’ oro, di bronzo e di ” legno”. Una volta unite in una sola squadra, si sono perse contro avversarie spazzate via dal torneo individuale.

Si sapeva che la Russia è forte, è la numero uno del ranking mondiale ed ha vinto i recenti Europei. La Trillini va subito in svantaggio, patendo il 4-1 della Boyko, per poi rimontare d’ esperienza fino al 4-3. La Vezzali, che aveva fatto la differenza nei quarti di finale con la Cina, stenta invece con la Lamonova, denunciando continui problemi al fioretto che richiedono una doppia sostituzione e l’intervento del responsabile dell’armeria Gianluca Farinelli.

Ci sono subito problemi fra la tre volte campionessa olimpica e l’arbitro cinese Chu, il 7-6 per la Russia è contestato. Granbassi-Nikichina finisce 1-1, poi le russe prendono il largo ancora con la Lamonova, opposta alla Trillini, 10-7 dopo l’ennesima visione della moviola. La Granbassi vince il primo duello individuale con la Boyko, grazie ad un’ammonizione ed a un affondo riuscito, e la Vezzali si sveglia dopo aver beccato due stoccate consecutive dalla Nikichina, un’avversaria che in genere sbrana.

Sul 14-13 l’arbitro polacco, subentrato al cinese, ammonisce per scarsa combattività la Granbassi e la Lamonova, cacciandole dalla pedana, la Trillini impatta con la Nikichina (bello un colpo da terra della 38enne di Jesi), consegnando una stoccata da recuperare alla Vezzali, che la pungola spesso dalla panchina con consigli tecnici. L’ultimo assalto con la Boyko è un’agonia. La Vezzali chiede il ricorso alla moviola, la consultazione è lunga ma premia la Russia: 18-16. sulla scia della tensione si incassi il 19-16. ” Vale” recupera grazie ad un replay, stavolta favorevole, ad un’ammonizione, due provvedimenti che poi colpiscono l’azzurra ed è 21-18 Russia.

Rabbiosa la reazione: tre stoccate frutto di un affondo, un’ammonizione ed una risposta ad un attacco. Esauriti i tre minuti al nono match, si va alla stoccata supplementare. La Vezzali urla di gioia come se avesse vinto l’Olimpiade, ma le russe ridono mentre l’arbitro va a consultare il monitor. Hanno vinto loro. Dall’angolo azzurro si levano le urla del ct Andrea Magro: “Ladri, va sempre così a queste Olimpiadi”.

Argento Sensini: poker olimpico

Con una regata epica, Alessandra Sensini si è aggiudicata la quarta medaglia olimpica della sua carriera. Uno splendido argento che risplende sotto il sole di Qingdao più dell’oro della cinese Yin Jian. Alessandra partiva da seconda in classifica generale e sfavorita per le condizioni meteo, più adatte a una gara di canottaggio che a una regata di wind surf. Eppure non c’è stata storia. Dopo la prima boa ha preso il comando e non l’ha più lasciato, nemmeno per un attimo. Ha dato sempre la sensazione di sapere perfettamente cosa fare, e quando e come farlo. Alla fine, tra la sua tavola e quella delle rivali, l’inglese Byrony Show e la cinese Yin Jian, c’era praticamente mezza baia. Imbarazzante.

Ma quanto valga esattamente questa medaglia non lo si può capire se non si considera che Alessandra ha avuto in pugno l’oro per tutta la regata. E solamente uno scherzo della classifica - favorita dalla cecità agonistica della velista spagnola - gliel’ha strappato dal collo. Perché per salire sul gradino più alto, oggi la Sensini doveva mettere due barche tra sé e la cinese (che nelle regate dei giorni scorsi, favorita dalla solita assenza di vento, aveva messo da parte punti decisivi). E ci era riuscita perfettamente. Prima dell’ultimo, bordo la classifica la vedeva al comando, seguita dall’inglese e dalla spagnola. La cinese quarta con distacco. Oro virtuale. Ma arrivata alla boa la concorrente spagnola (che ha antiche ruggini sia con Alessandra sia con Byrony Show) ha deciso per una manovra completamente priva di senso, salendo sulla tavola dell’avversaria. La protesta, inevitabile, è stata accettata dalla giuria e così la spagnola ha lasciato il posto alla Jian, regalandole anche la medaglia d’oro.

“E’ stato un peccato - spiega Alessandra - Ma la gioia per l’argento vinto in queste condizioni impossibili è molto superiore al rammarico per l’oro perso. Certo quando ho visto quello che combinava la spagnola un po’ di rabbia ce l’ho avuta. Sono dieci giorni che non mi lascia in pace. Anche nelle prove mi ha protestato… Comunque sono veramente contenta. Dopo l’oro di Sidney questa è senza dubbio la medaglia più bella. Perché la più difficile”.

Italvolley maschile in semifinale

L’Italvolley maschile non tradisce le attese e va in semifinale. Il quarto con la Polonia era abbordabile e i ragazzi di Anastasi hanno eseguito il loro compito non senza patemi. Tre a due il risultato finale (25-19, 25-22, 18-25, 26-28, 17-15). Ma quanta fatica e, per due set, sul Capital Gynnasium è aleggiato lo spettro dell’orribile vicenda capitata ieri alle ragazze di Barbolini.

Anche oggi, dopo due set condotti alla grande, la squadra azzurra (ancor priva di Fei per l’infortunio dell’altro giorno) si è smarrita soprattutto nel terzo e all’inizio del quarto, con uno 0-5 iniziale nel quarto parziale che sembrava la fotocopia di quello di ieri con la Berg alla battuta. Qui batteva Wika, ma il risultato era lo stesso. Poi gli azzurri si sono ripresi e hanno portato il set ai vantaggi perdendolo, alla fine, per 26-28.

Nel tie break, Italia avanti per 10-7, raggiunta sull’11-11 che chiude l’assurda faccenda al quarto match point con Mastrangelo, sicuramente tra i migliori con Gavotto, Cisolla, Martino e Bovolenta. In semifinale ci tocca la vincente tra Cina e Brasile che scendono in campo adesso. Dall’altra parte del tabellone, la Russia ha avuto ragione della Bulgaria e attende la vvincnte di Usa-Serbia.

A questo punto, la squadra di pallavolo maschile è rimasta l’unica, tra tutte quelle presentate dall’Italia (calcio, pallanuoto, pallavolo) che può andare a medaglia.

ITALIA - POLONIA 3-2
(25-19, 25-22, 18-25, 26-28, 17-15)

ITALIA: Mastrangelo (6), Gavotto (20), Vermiglio (3), Meoni, Paparoni, Cisolla (18), Martino (13), Zlatanov, Corsano (libero), Birarelli (4), Bovolenta (14). Allenatore: Anastasi, vice: Bracci

POLONIA: Winiarski (19), Gruszka, Plinski (2), Zagumny (1), Wika (8), Wlazly (27), Kadziewicz (8), Woicki (1), Swiderski (9), Gierckynski, Ignaczak (libero), Mozdzonek. Allenatore: Lozano, vice: Swiderek

Arbitro:
Sokullu (Turchia).
Durata set: 24′, 27′, 25′, 31′, 20. Totale: 2 ore e 7 minuti

Azzurre da podio Ma “Oro” è parola tabu’

Di oro non parla nessuno, ma tra le ragazze della pallavolo azzurra si avverte la giusta tensione, quella che si crea in un gruppo che sa quello che vuole e punta il suo obiettivo senza lasciarsi distrarre da niente e da nessuno. Anche perché il torneo olimpico delle azzurre comincia dalla Russia, primo avversario da affrontare sabato prossimo.

La nazionale del ct Massimo Barbolini giunge a Pechino sulla scia del terzo posto al World Gran Prix, dove ha raffinato la sua preparazione ai Giochi e soprattutto si è confrontata con tutti gli avversari che ambiscono al podio. Con quale consapevolezza si appresta ad affrontare il torneo Olimpico?

“Ci siamo allenati molto duramente in Italia per 40 giorni – spiega Barbolini al termine dell’allenamento a Pechino - e abbiamo ottenuto anche un buon risultato con il bronzo nel World Grand Prix. Alle Olimpiadi credo che bisogna guardare gara per gara.Cercheremo di arrivare tra le prime del girone e poi di arrivare tra le prime quattro dei Giochi. Siamo abituati a giocare gare importanti e per questo non siamo affatto nervosi”.

Arrivare tra le prime quattro… In realtà le azzurre per molti sono le favorite del torneo e il profilo basso scelto dall’allenatore mal cela i sogni di gloria delle sue ragazze. Tra le quali la parola “oro” è tabù, anche se dalle loro parole si intuisce come il podio sia percepito come un traguardo minimo, quasi obbligato, vista la cavalcata vincente dell’ultima stagione.

“Il nostro obiettivo è di vincere una medaglia, arrivare tra le prime tre - dice l’alzatrice Eleonora Lo Bianco, alla sua terza Olimpiade -. E’ vero, sentiamo un po’ la responsabilità perché abbiamo vinto molte partite l’anno scorso, ma noi vogliamo giocare senza questo peso. Qui dobbiamo giocare ogni gara come una finale. Ogni giorno abbiamo un match e ogni volta dobbiamo vincere. Ci siamo preparate sia fisicamente che tecnicamente. Abbiamo giocato contro tutti durante il Grand Prix, siamo pronte a giocare”.

Da una veterana a un’esordiente ai Giochi, la schiacciatrice Serena Ortolani, che a dispetto della “prima volta” non tradisce alcuna incertezza. “I Giochi sono molto importanti, ma io ho un bel po’ di esperienza, prima tra tutte i mondiali, così non sento un’eccessiva pressione”.

L’urlo di Magnini ”Basta con il doping”

E’ partito l’urlo di battaglia di Filippo Magnini, scagliato contro il più insidioso degli avversari, il doping: “Sicuramente mi è capitato di gareggiare con atleti non puliti - dice l’azzurro -. Nella lotta al doping si sta facendo molto, ma non troppo. Fosse per me farei i test anche del dna, del capello”. Magnini va giù pesante nel suo attacco: “Sono piccoli uomini e piccole donne quelli che ricorrono al doping, gente senza sicurezza di sè, che non riescono a godersi momenti così importanti. Il mio doping? Non mi piace definirlo in questo modo: diciamo che io mi diverto a fare quello che faccio.Quando non sarà più così non farò più il nuotatore. Certo quanto succede non ci fa più divertire molto, siamo tutti un po’ stufi”.

E veniamo al costume, al body ‘laser’ della Speedo che Magnini userà nella sua gara, e per cui ha dovuto lottare, facendo la voce grossa, arrivando alla rottura con il suo sponsor, l’Arena, alla vigilia dei Giochi. Una mossa che ha aperto la strada a tutta la federazione, costretta a lasciare gli atleti liberi di usare il costume che vogliono. “Erano mesi che ci battevamo, ho dovuto fare rumore io e solo perchè si potesse gareggiare tutti alla pari”. Anche perchè la pioggia dei record aveva destato scalpore: “Quei tempi fatti mi avevano messo qualche dubbio sulle mie stesse capacità - ribadisce Magnini - ho visto gente migliorare di un secondo e mezzo in una stagione, quello che a me era riuscito in anni. Poi ho provato il costume e ho detto che non erano stati dei fenomeni. Forti sì, ma alla mia portata. Puoi essere anche il migliore, ma se gareggi con una moto scarsa non vai come i tuoi avversari”.

A proposito di avversari, questi sono Alain Bernard, il francese primatista del mondo dei 100, ma anche Eamon Sullivan. Magnini non sembra temerli e appaer sereno: “il mio approccio è stato più tranquillo degli altri anni. Sabato sarò sostenuto dai miei genitori e dalla mia fidanzata Cristiana insieme a tre amici. Vengono per farmi sentire che sono vicini, e che io sono al sicuro”.

Parecchie cose hanno colpito il pesarese: “Ho visto la muraglia e qualche mercato, non mi aspettavo che la città fosse così grande, ma nemmeno che ci fosse tanto smog. Qui il cielo non è azzurro e non si possono vedere le nuvole: mi dispiace per loro che ci vivono, è un peccato, noi in fondo siamo solo di passaggio”. Ma non al punto da non lasciare il segno sull’acqua del Water Cube. “Magnini? E’ tra i favoriti - dice l’azzurro - e ho voglia di dimostrarlo. Vincere questa gara sarebbe una liberazione, ma è un sogno già provarci”. Anche per dare un messaggio a chi cerca le scappatoie. “Se ti spacchi in acqua e hai talento ce la fai comunque, anche con il costumino - continua - anzi io sono per tornare a indossare quelli dopo i Giochi. Quello che succede non mi fa più divertire. Penso che siano gli ultimi anni in cui gli sport si potranno chiamare tali. Vedo solo una corsa a studiare il modo per andare più veloci. Alla fine si inventeranno le corsie che ti spingono quando sei stanco Quanto al costume, sono pronto a mettermi lo slip anche tra cinque giorni”.

Con i Giochi scatta il valzer degli interessi

Un organizzazione da 2 miliardi di dollari, utili netti previsti nell’ordine dei 3 miliardi dollari, 600mila nuovi posti di lavoro all’anno dal 2001 e oltre 12 milioni di biglietti stampati. Sono questi, insieme a tanti altri, i numeri che fanno delle prossime Olimpiadi di Pechino l’evento sportivo del secolo. Si tratta di un giro d’affari di proporzioni inimmaginabili che coinvolge un’infinità di settori.

Sponsorship. Dopo una dura battaglia con la Nike, è l’Adidas che diventa lo sponsor ufficiale dei Giochi. La multinazionale tedesca, avrebbe sborsato, negli ultimi due anni, circa 200 milioni di dollari. La vittoria varrà all’azienda un ritorno d’immagine non indifferente, visto che 600mila persone, tra squadre e organizzatori porteranno il Fiore di loto in vista ai 4 miliardi di telespettatori previsti. Si ipotizza che Adidas, già leader di mercato in Giappone e India, possa raggiungere, entro il 2010 l’obiettivo di 1,26 miliardi di euro di fatturato.

Diritti televisivi. Le Olimpiadi di Pechino dovrebbero far registrare più di 2,5 miliardi di dollari di entrate in diritti Tv. A riferirlo è stato il responsabile della Commissione creata ad hoc dal Comitato internzaionale olimpico (Cio), Timo Lumme, in un’intervista rilasciata al China Daily. Il 49% delle entrate sarà assegnato al Comitato organizzativo, mentre il 51% sarà ripartito “tra altre istituzioni olimpiche, tra le quali i Comitati nazionali olimpici, le Federazioni sportive internazionali e una piccola percentuale andrà al Cio”. Fino a oggi, la NBC ha pagato la più grossa cifra per i diritti di trasmissione sulle Olimpiadi spendendo 800 milioni di dollari per questi Giochi. Ai 2,5 miliardi di diritti televisivi, si aggiungeranno, secondo le stime, 900 milioni di ricavi tra sponsor, biglietti e licenze. Secondo le previsioni Reuters, gli organizzatori potrebbero guadagnare un ulteriore miliardo di dollari dalle iniziative di marketing.

Biglietti., Il costo della realizzazione del sistema Rfid di lettura ottica si aggira sui 54,86 milioni di Yuan (oltre cinque milioni di euro). I prezzi variano a seconda delle gare e dei posti: la cerimonia d’apertura può costare tra i 20 e i 500 Euro, mentre quella di chiusura tra i 15 a 300 Euro; il basket, lo sport più caro, ha biglietti dai 5 ai 100 Euro mentre per atletica, calcio, nuoto, pallavolo e tennis da tavolo i prezzi sono più contenuti e sono compresi tra i 5 e gli 80 euro.

Indotto. Anche l’economia cinese scende in gioco alle Olimpiadi. Secondo il vicesindaco di Pechino Liu Jingmin, i Giochi avrebbero creato 600.000 posti di lavoro ogni anno a partire dal 2001, portando la crescita annua del Pil interno al 12,2% negli ultimi 5 anni.

Il podio. Tra le curiosità di queste Olimpiadi c’è anche il premio in palio per i vincitori, corrisposto ai singoli atleti dalle associazioni sportive nazionali. Quello messo a disposizione dal Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) è stato aumentato: chi vincerà l’oro si porterà a casa 140 mila euro, 10 mila euro in più rispetto al “bottino” di 4 anni fa. L’argento sarà invece premiato con 75mila euro (al posto dei 65 mila corrisposti ad Atene), mentre il bronzo varrà 50 mila euro (e non più 40 mila). Allo stesso modo crescono anche i premi per le Paraolimpiadi: l’oro va da 70 mila a 75 mila euro, l’argento da 35 a 40, il bronzo da 20 a 25.

Flavia Pennetta (TENNIS)

Flavia Pennetta
  • Data di nascita: 25 febbraio 1982
  • Luogo di nascita: Brindisi
  • Altezza x Peso: m.1,72 x 58 kg.
  • Specialità: singolare / doppio
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: CT Brindisi
  • Società attuale: TC Viterbo
  • Primo tecnico: Alberto Ciampa
  • Tecnico attuale: Gabriel Urpi
  • Presenze in nazionale: Fed Cup - 7 incontri - 11 matches (8-3)
  • Altri sport: corse dei cavalli
  • Hobbies: musica,cinema
  • Status: Qualificata a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
Esordiente

Altri risultati
2004 Vittoria WTA Sopot
2005 Vittoria WTA Bogotà e Acapulco
2007 Vittoria WTA Bangkok
2008 Vittoria WTA Vina del Mar,Acapulco

Gabriella Bascelli (CANOTTAGGIO)

Gabriella Bascelli

  • Data di nascita: 19 agosto 1982
  • Luogo di nascita: Johannesburg (Sud Africa)
  • Altezza x Peso: m. 1,85 x kg.70
  • Specialità: singolo
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: Canottieri Lazio
  • Società attuale: Canottieri Lazio
  • Primo tecnico: Dario Naccari, Angelo Savarino
  • Tecnico attuale: Massimo Guglielmi
  • Altri sport: Tennis, Squash
  • Hobbies: Musica
  • Status: Qualificata a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
8° doppio Atene 2004

Campionati mondiali
3° doppio 2002
5° doppio 2003
8° quattro di coppia 2005
8° singolo 2006

Giuseppe De Vita (CANOTTAGGIO)

Giuseppe De Vita
  • Data di nascita: 04.06.1982
  • Luogo di nascita: Napoli
  • Altezza x Peso: m. 1,86 x kg.83
  • Specialità: 2 senza
  • Stato civile: celibe
  • Prima società: C. N. Ilva
  • Società attuale: Aniene
  • Primo tecnico: Lello Ponzella
  • Tecnico attuale: Giovanni Suarez
  • Hobbies: Lettura, chitarra
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
8° due senza Atene 2004

Campionati mondiali
5° due senza 2003
7° quattro senza 2005
8° due senza 2006

Anita Pistone (ATLETICA)

Anita Pistone
  • Data di nascita: 29 ottobre 1976
  • Luogo di nascita: Catania
  • Altezza x Peso: m. 1,62 x kg. 54
  • Specialità: 100 metri
  • Prima società: Cus Catania
  • Società attuale: Esercito
  • Primo tecnico: Filippo Di Mulo
  • Tecnico attuale: Filippo Di Mulo
  • Hobbies: Musica
  • Status: Qualificata a titolo individuale

palmaresPalmares

Campionati italiani
1° Padova 2007
1° 200 m. Padova 2007

Sara Errani (TENNIS)

Sara Errani

  • Data di nascita: 29 Aprile 1987
  • Luogo di nascita: Bologna
  • Altezza x Peso: m.1,64 x 60 kg.
  • Specialità: singolare
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: CT Massa Lombarda
  • Società attuale: CT Albinea
  • Primo tecnico: Andrea Bellosi
  • Tecnico attuale: Pablo Lozano
  • Presenze in nazionale: Fed Cup - 2 incontri - 4 matches (3-1)
  • Altri sport: calcio
  • Hobbies: musica,cinema
  • Status: Qualificata a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
esordiente

Altri risultati
2006 Quarti WTA Budapest
2007 Semifinalista WTA Acapulco,Palermo,Bali
2008 Quarti WTA Auckland,Bogotà

Potito Starace (TENNIS))

Potito Starace

  • Data di nascita: 14 luglio 1981
  • Luogo di nascita: Benevento
  • Altezza x Peso: m.1,87 x 84 kg.
  • Specialità: singolare
  • Stato civile: celibe
  • Prima società: La Fagianella Benevento
  • Società attuale: Capri Sport Academy
  • Primo tecnico: Antonio Panaro
  • Tecnico attuale: Umberto Rianna
  • Presenze in nazionale: Coppa Davis 7 incontri - 11 matches (9-2)
  • Altri sport: Calcio
  • Hobbies: Musica, Cinema
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
esordiente

Altri risultati
2004 Semifinalista ATP Gstaad
2005 Semiifnalista ATP Sopot
2007 Finalista ATP Valencia
2008 Quarti ATP Valencia - Acapulco - Bai

Andreas Seppi (TENNIS)

Andreas Seppi
  • Data di nascita: 21 febbraio 1984
  • Luogo di nascita: Bolzano
  • Altezza x Peso: m.1,90 x 70 kg.
  • Specialità: singolare / doppio
  • Stato civile: celibe
  • Prima società: TC Caldaro
  • Società attuale: TC Alba
  • Primo tecnico: Stefan Marini
  • Tecnico attuale: Massimo Sartori
  • Presenze in nazionale: Coppa Davis 10 incontri - 16 matches (9-7)
  • Altri sport: calcio - sci
  • Hobbies: Cinema, Musica
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
Esordiente

Altri risultati
2005 Semifinalista ATP Palermo
2006 Semifinalista ATP Sydney e Nottingham
2007 Finalista ATP Gstaad
2008 Semifinalista ATP Amburgo

Simone Bolelli (TENNIS)

Simone Bolelli

  • Data di nascita: 8 ottobre 1985
  • Luogo di nascita: Bologna
  • Altezza x Peso: m.1,82 x 79 Kg.
  • Specialità: singolare /doppio
  • Stato civile: celibe
  • Primo tecnico: Renato Vavassori
  • Tecnico attuale: Claudio Pistolesi
  • Presenze in nazionale: Coppa Davis - incontri 2 - 5 matches (2-3)
  • Altri sport: nuoto - calcio
  • Hobbies: musica - cinema - internet
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
esordiente

Altri risultati
2008 Finalista ATP Monaco
2008 Semifinalista ATP Zagabria

Gabriella Bascelli (CANOTTAGGIO)

  • Data di nascita: 19.08.1982
  • Luogo di nascita: Johannesburg (Sud Africa)
  • Altezza x Peso: m. 1,85 x kg.70
  • Specialità: singolo
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: CC Lazio
  • Società attuale: CC Lazio
  • Primo tecnico: Dario Naccari, Angelo Savarino
  • Tecnico attuale: Massimo Guglielmi
  • Altri sport: Tennis, Squash
  • Status: Qualificata a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
8° doppio 2004

Campionati mondiali
3° doppio 2002
5° doppio 2003
8° quattro di coppia 2005
8° singolo 2006

Giuseppe De Vita (CANOTTAGGIO)

Giuseppe De Vita
  • Data di nascita: 04.06.1982
  • Luogo di nascita: Napoli
  • Altezza x Peso: m. 1,86 x kg.83
  • Specialità: 2 senza
  • Stato civile: celibe
  • Prima società: C.N. Ilva
  • Società attuale: C.C. Aniene
  • Primo tecnico: Lello Ponzella
  • Tecnico attuale: Giovanni Suarez
  • Hobbies: Lettura, chitarra
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
8° due senza 2004

Campionati mondiali
5° due senza 2003
7° quattro senza 2005
8° due senza 2006

Valerio Vermiglio (PALLAVOLO)

Valerio Vermiglio
  • Data di nascita: 01.03.1976
  • Luogo di nascita: Messina
  • Altezza x Peso: m. 1,89 x kg. 82
  • Stato civile: sposato
  • Prima società: Zanclon Messina
  • Società attuale: Lube Banca Marche Macerata
  • Tecnico attuale: Ferdinando De Giorgi
  • Ruolo: Palleggiatore
  • Presenze in nazionale: 234
  • Altri sport: Calcio
  • Hobbies: Computer
  • Status: Qualificato per l’Italia

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
2° Atene 2004

Campionati europei
1° 2003
1° 2005

Campionati italiani
1° Treviso 2000-2001
1° Treviso 2002-2003
1° Treviso 2003-2004
1° Treviso 2004-2005
1° Treviso 2006-2007

Hristo Zlatanov (PALLAVOLO)

Hristo Zlatanov

  • Data di nascita: 21.04.1976
  • Luogo di nascita: Sofia (Bulgaria)
  • Altezza x Peso: m. 2,01 x kg. 93
  • Stato civile: sposato
  • Prima società: Alpitour Cuneo
  • Società attuale: Copra Piacenza
  • Primo tecnico: Mario Pellisserio
  • Tecnico attuale: Angelo Lorenzetti
  • Ruolo: Schiacciatore
  • Presenze in nazionale: 148
  • Altri sport: Football Americano
  • Hobbies: Musica
  • Status: Qualificato per l’Italia

palmaresPalmares

Campionati europei
2° 2001

Andrea Bettinelli (ATLETICA)

Andrea Bettinelli

  • Data di nascita: 6 ottobre 1978
  • Luogo di nascita: Bergamo
  • Altezza x Peso: m. 1,94 x kg. 82
  • Specialità: Alto
  • Stato civile: Celibe
  • Prima società: Atletica Bergamo
  • Società attuale: Fiamme Gialle
  • Primo tecnico: Orlando Motta
  • Tecnico attuale: Orlando Motta, Pierangelo Maroni
  • Altri sport: Calcio, Pallavolo, Sci
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Campionati mondiali
17° Parigi 2003
16° Helsinki 2005
17° Helsinki 2007

Campionati europei
9° Monaco 2002
11° Goteborg 2006

Campionati italiani
1° Rieti 2003

Alessandro Talotti (ATLETICA)

Alessandro Talotti

  • Data di nascita: 7.10.1980
  • Luogo di nascita: Udine
  • Altezza x Peso: m. 1,93 x kg. 79
  • Specialità: Alto
  • Prima società: Libertas Udine
  • Società attuale: Carabinieri
  • Primo tecnico: Mario Gasparetto
  • Tecnico attuale: Enzo Del Forno, Angelo Zamperin
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
12° Atene 2004

Campionati mondiali
(qual.) 2003
(qual.) 2005

Campionati europei
4° Monaco 2002

Campionati italiani
1° 2000
1° 2004

Altri risultati
m.2,30 Coppa Europa 2003
m.2,30 Meeting Viersen (Germania) 2008

Record personale
2,30

Nicola Vizzoni (ATLETICA)

Nicola Vizzoni
  • Data di nascita: 04.11.1973
  • Luogo di nascita: Pietrasanta (Lucca) (Lucca)
  • Altezza x Peso: m.1,93 x 122 kg.
  • Specialità: martello
  • Stato civile: celibe
  • Prima società: CA Versilia
  • Società attuale: Fiamme Gialle
  • Primo tecnico: Beretta
  • Tecnico attuale: Riccardo Ceccarini
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
2° Sydney 2000
10° Atene 2004

Campionati mondiali
Qualif. Atene 1997
7° Siviglia 1999
4° Edmonton 2001
Qualif. Parigi 2003
Qualif. Helsinki 2005
16° Qualif. Osaka 2007

Campionati europei
Qualif. Budapest 1998
Qualif. Monaco 2002
9° Goteborg 2006

Campionati italiani
16 titoli nazionali

Record personale
m. 80.50 (Formia 14/07/2001)

Paolo Bossini (NUOTO)

Paolo Bossini
  • Data di nascita: 29.06.1985
  • Luogo di nascita: Brescia
  • Altezza x Peso: m.1,88 x kg.85
  • Specialità: 200 rana
  • Stato civile: Single
  • Prima società: A.N. Gardonese
  • Società attuale: C.C. Aniene
  • Primo tecnico: Francesco Ardesi
  • Tecnico attuale: Gianni Nagni
  • Altri sport: Golf
  • Hobbies: Musica, Internet
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
4° Atene 2004 ( 200 rana )

Campionati mondiali
4° Melbourne 2007 (200 rana)

Campionati europei
1° Madrid 2004 (200 rana)
7° Madrid 2004 (100 rana)
2° Budapest 2006 (200 rana )

Record personale
1’02”16 2004 (100 rana); 2′11″20 Atene 2004 (200 rana)

L’Italvolley a Pechino 2008

La Nazionale di pallavolo italiana si è qualificata per le Olimpiadi di Pechino. Gli azzurri del ct Andrea Anastasi hanno battuto l’Argentina 3-2 (25-19, 25-19, 22-25, 21-25, 15-5) chiudendo imbattuti il torneo di qualificazione disputato a Tokyo. L’Italia ha ottenuto 7 vittorie in altrettanti match.

L’Italia si appresta a giocare per la nona volta nell’ambito olimpico, ininterrottamente dal 1976, giusto riconoscimento di una scuola che da oltre 30 anni continua a forgiare atleti di massimo livello internazionale. La qualificazione per Pechino 2008 non è stata un’impresa semplice: la strada dopo il sesto posto degli Europei di settembre a Mosca era divenuta in salita.

L’Italia, esclusa dalla Coppa del Mondo e falcidiata dagli infortuni, dopo il ritorno di Anastasi in panchina non era riuscita a conquistare il biglietto per la Cina nella qualificazione continentale.

Il destino ha voluto che avesse un’altra possibilità a Tokyo e questa volta l’obiettivo è stato centrato. Una qualificazione che ripropone l’Italia come squadra d’elite, capace di qualsiasi impresa e che senza il peso del pronostico, può affrontare con grande serenità l’avventura di Pechino, cercando di stupire ancora una volta e di salire per la quarta volta consecutiva, dopo Atlanta, Sydney ed Atene.

L’obiettivo a 5 cerchi è stato centrato al termine di una gara dura e combattuta. L’Argentina, nonostante fosse già esclusa ha lottato sino alla fine, non si è arresa nemmeno sullo 0-2 ed ha rimontato mettendo in difficoltà Anastasi ed i suoi ragazzi che hanno reagito benissimo e nel quinto set hanno imposto la loro forza.

Nadia Cortassa (TRIATHLON)

Nadia Cortassa

  • Data di nascita: 05.01.1978
  • Luogo di nascita: Torino
  • Altezza x Peso: m.1,73 x kg.55
  • Stato civile: Coniugata
  • Prima società: Torino Triathlon
  • Società attuale: Fiamme Azzurre
  • Primo tecnico: Andrea Gabba
  • Tecnico attuale: Andrea Gabba
  • Altri sport: Pentathlon moderno
  • Hobbies: Lettura,Musica
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
5° Atene 2004

Campionati mondiali
7° Queenstown 2003
5° Gamagori 2005
5° Losanna 2006

Campionati europei
3° Losanna 2005
3° Autun 2006

Coppa del Mondo
2° Budapest 2003
3° Amburgo 2003
3° Corner Brook 2006

Martina Grimaldi (NUOTO DI FONDO)

Martina Grimaldi

  • Data di nascita: 28 settembre 1988
  • Luogo di nascita: Bologna
  • Altezza x Peso: m. 1,72 x kg. 65
  • Specialità: 10 km
  • Stato civile: Nubile
  • Prima società: CN Uisp Bologna
  • Società attuale: CN Uisp Bologna
  • Primo tecnico: Fabio Cuzzani
  • Tecnico attuale: Fabio Cuzzani
  • Altri sport: Ginnastica
  • Hobbies: Lettura, Viaggi
  • Status: Qualificata a titolo individuale

palmaresPalmares

Campionati mondiali
8° Napoli 2006
16° Melbourne 2007

Campionati europei
6° Budapest 2006

Noemi Cantele (CICLISMO)

Noemi Cantele

  • Data di nascita: 17.07.1978
  • Luogo di nascita: Varese
  • Altezza x Peso: m. 1,71 x kg 58
  • Specialità: Strada
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: Pedale Arcisatese
  • Società attuale: Team Bigla
  • Primo tecnico: Mariangela Algisi
  • Tecnico attuale: Felice Puttini
  • Presenze in nazionale: 5
  • Altri sport: Atletica, basket
  • Hobbies: Viaggi, libri
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Campionati mondiali
27° Bardolino (ITA) 2004
51° MADRID (SPA) 2005
4° Salisburgo (AUT) 2006
5° Stoccarda (GER) 2007

Campionati italiani
1° juniores 1998
1° juniores 1999

Marta Bastianelli (CICLISMO)

Marta Bastianelli

  • Data di nascita: 30.04.1987
  • Luogo di nascita: Velletri (Roma)
  • Altezza x Peso: m. 1,67 x kg. 52
  • Specialità: Strada
  • Stato civile: Nubile
  • Prima società: GSC Lariano
  • Società attuale: Fiamme Azzurre
  • Primo tecnico: Gildo Fabbri
  • Tecnico attuale: Gabriella Pregnolata
  • Altri sport: Atletica Leggera
  • Hobbies: Shopping
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Campionati mondiali
1° Stoccarda (GER) 2007

Campionati europei
2° Sofia (BUL) 2007

Campionati italiani
1° Junior 2004

Altri risultati
2° Mondiale junior Verona 2004
3° Europeo U.23 Mosca 2005

Andrea Valentini (EQUITAZIONE)

Andrea Valentini

  • Data di nascita: 10.12.1977
  • Luogo di nascita: Roma
  • Altezza x Peso: m. 1,80 x 70 kg.
  • Stato civile: Coniugato
  • Prima società: Passo Corese
  • Società attuale: Fiamme Azzurre
  • Primo tecnico: Roberto Naccari, Marco Comotto
  • Tecnico attuale: Luigi Filipponi
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
19° Atene 2004

Campionati mondiali
5° Pesaro 2003
5° Varsavia 2005

Campionati europei
2° Usti Nad Labem 2003

Coppa del Mondo
1° Berlino 2003

Campionati italiani
1° Roma 2001
1° Roma 2002
1° Roma 2003
1° Roma 2005
1° Roma 2008

Andrew Howe (ATLETICA)

Andrew Howe
  • Data di nascita: 12.05.1985
  • Luogo di nascita: Los Angeles (Stati Uniti)
  • Altezza x Peso: m.1,83 x kg.71
  • Specialità: Salto in lungo
  • Stato civile: Single
  • Prima società: Cariri
  • Società attuale: Aeronautica
  • Primo tecnico: Renèe Felton
  • Tecnico attuale: Renèe Felton
  • Altri sport: Calcio, Basket
  • Hobbies: Musica
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
Qf. Atene 2004 200 m.

Campionati mondiali
Qf. Helsinki 2005 200 m.
2° Osaka 2007 salto in lungo

Campionati europei
1° Goteborg 2006 lungo

Campionati italiani
4 titoli nazionali

Record personale
m. 8,47 (P.I.) Osaka 30.08.2007

Marco Lingua (ATLETICA)

Marco Lingua

  • Data di nascita: 4 giugno 1978
  • Luogo di nascita: Chivasso (Torino)
  • Altezza x Peso: m. 1,76 x kg. 118
  • Specialità: Martello
  • Prima società: GS Chivassesi
  • Società attuale: Fiamme Gialle
  • Primo tecnico: Andrea Monti
  • Tecnico attuale: Valter Rizzi
  • Altri sport: Pesi
  • Status: Qualificato a titolo individuale

palmaresPalmares

Campionati europei
11° Goteborg 2006

Silvia Salis (ATLETICA)

Silvia Salis

  • Data di nascita: 17 settembre 1985
  • Luogo di nascita: Genova
  • Altezza x Peso: m. 1,79 x kg. 74
  • Specialità: Martello
  • Stato civile: Nubile
  • Società attuale: Forestale
  • Primo tecnico: Valter Superina
  • Tecnico attuale: Valter Superina
  • Status: Qualificata a titolo individuale

palmaresPalmares

Coppa del Mondo
12° 2004

Martina Miceli (PALLANUOTO)

Martina Miceli

  • Data di nascita: 22.10.1973
  • Luogo di nascita: Roma
  • Altezza x Peso: m. 1,68 x kg. 62
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: R.N. Balocco Roma
  • Società attuale: Geymonat Orizzonte Catania
  • Primo tecnico: Francesco Zoncoli
  • Tecnico attuale: Giusi Malato
  • Altri sport: Vela
  • Hobbies: Lettura
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
1° Atene 2004

Campionati mondiali
3° Roma 1994
1° Perth 1998
1° Fukuoka 2001
2° Barcellona 2003
7° Montreal 2005
5° Melbourne 2007

Campionati europei
1° Vienna 1995
1° Siviglia 1997
1° Prato 1999
2° Budapest 2001
1° Lubiana 2003
2° Belgrado 2006

La torcia olimpica a Shangai

E’ arrivata oggi a Shanghai la fiaccola olimpica, il cui viaggio attraverso la Cina e’ diventato un’occasione per esprimere dolore per la tragedia del terremoto del Sichuan e solidarieta’ alle vittime.

Oggi un minuto di silenzio in ricordo delle oltre 55 mila persone morte a causa del sisma e’ stato osservato in una cerimonia nel centro della metropoli prima della partenza della fiaccola per il suo giro della citta’, che durera’ due giorni.

Tra i 416 tedofori ci sono quattro volontari che hanno partecipato alle operazioni di soccorso nel Sichuan, dove la fiaccola fara’ tappa dal 3 al 5 agosto prima di arrivare, l’8 agosto, nello Stadio Nazionale di Pechino per la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici.

“Coloro che si passeranno la fiaccola non si trasmetteranno solamente lo spirito olimpico ma anche la fiducia e il coraggio di cui hanno dato prova gli abitanti di Shanghai nel tendere la mano alle vittime del terremoto per ricostruire i loro bei luoghi natali”, ha detto il sindaco Han Zheng nel corso della cerimonia.

Il sisma, che il 12 maggio ha colpito la Cina, ha fatto 55.740 morti e 24.960 dispersi in tutto il paese. Lo ha annunciato oggi il governo di Pechino.

“Il 23 maggio a mezzogiorno (le 6.00 in Italia) il bilancio dei morti del grande terremoto di Wenchuan, nella provincia del Sichuan, e’ di 55.740″, ha detto Lu Guangjin, portavoce del Consiglio di Stato.

Poco prima, il vice-governatore del Sichuan (sud-ovest), Li Chengyun, aveva parlato di 55.239 decessi confermati e 24.949 dispersi solo nella sua provincia che e’ stata la piu’ colpita dal sisma.

Federica Rocco (PALLANUOTO)

Federica Rocco
  • Data di nascita: 25.11.1984
  • Luogo di nascita: Mirano (Venezia)
  • Altezza x Peso: m. 1,73 x kg. 70
  • Stato civile: Nubile
  • Prima società: Mestrina Pallanuoto
  • Società attuale: Beauty Star Plebiscito Padova
  • Primo tecnico: Francesco Desanzuane
  • Tecnico attuale: Andrea Sellaroli
  • Altri sport: Pallavolo
  • Hobbies: Lettura, Musica
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Campionati europei
2° Belgrado 2006

Chiara Brancati

Chiara Brancati

  • Data di nascita: 20.07.1981
  • Luogo di nascita: Catania
  • Altezza x Peso: m. 1,78 x kg.65
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: Geymonat Orizzonte Catania
  • Società attuale: Geymonat Orizzonte Catania
  • Primo tecnico: Giovanni Puliafito
  • Tecnico attuale: Giusi Malato
  • Ruolo: portiere
  • Altri sport: Pallavolo
  • Hobbies: Viaggi, Musica
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Campionati mondiali
5° Melbourne 2007

Campionati europei
2° Belgrado 2006

Marta Colaiocco (PALLANUOTO)

Marta Colaiocco
  • Data di nascita: 24.02.1984
  • Luogo di nascita: Pescara
  • Altezza x Peso: m. 1,70 x kg.70
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: Pescara
  • Società attuale: Fiorentina Waterpolo
  • Primo tecnico: Maurizio Gobbi
  • Tecnico attuale: Gianni De Magistris
  • Ruolo: attaccante
  • Presenze in nazionale: 11
  • Altri sport: Sci, Basket
  • Hobbies: Cinema, scrittura
  • Status: Qualificata per l’Italia

Maddalena Musumeci (PALLANUOTO)

Maddalena Musumeci
  • Data di nascita: 26.03.1976
  • Luogo di nascita: Catania
  • Altezza x Peso: m. 1,72 x kg.65
  • Stato civile: coniugata
  • Prima società: Meridies
  • Società attuale: Orizzonte Catania
  • Primo tecnico: Saro Gulisano
  • Tecnico attuale: Giusi Malato
  • Ruolo: difensore
  • Presenze in nazionale: 207
  • Altri sport: Subacquea
  • Hobbies: Chitarra, Cinema
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
1° Atene 2004

Campionati mondiali
1° Perth 1998
1° Fukuoka 2001
2° Barcellona 2003
7° Montreal 2005
5° Melbourne 2007

Campionati europei
1° Vienna 1995
1° Siviglia 1997
1° Prato 1999
2° Budapest 2001
1° Lubjiana 2003
2° Belgrado 2006

Coppa del Mondo
3° Winnipeg 1999
5° Perth 2002
2° Tianjing 2006

Cinzia Ragusa (PALLANUOTO)

Cinzia Ragusa

  • Data di nascita: 24.05.1977
  • Luogo di nascita: Catania
  • Altezza x Peso: m. 1,79 x kg.70
  • Stato civile: nubile
  • Prima società: Orizzonte Catania
  • Società attuale: Rapallo Nuoto
  • Primo tecnico: Giovanni Puliafito
  • Tecnico attuale: Mario Sinatra
  • Ruolo: difensore
  • Presenze in nazionale: 211
  • Altri sport: Pallavolo
  • Hobbies: Musica, lettura
  • Status: Qualificata per l’Italia

palmaresPalmares

Giochi Olimpici
1° Atene 2004

Campionati mondiali
2° Barcellona 2003
7° Montreal 2005
5° Melbourne 2007

Campionati europei
1° Siviglia 1997
2° Budapest 2001
1° Lubjiana 2003
2° Belgrado 2006

Coppa del Mondo
5° Perth 2002
2° Tianjing 2006

Next Page »